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FONDAZIONE SLOW FOOD PER LA BIODIVERSITÀ

Promuove un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della cultura delle comunità locali.

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ORTI BUONI, PULITI E GIUSTI NELLE COMUNITÀ AFRICANE

Slow Food promuove un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della cultura delle comunità locali. Uno dei suoi progetti più importanti - gestito dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus - prevede la creazione di migliaia di orti comunitari e scolastici in Africa.

Gli orti di Slow Food garantiscono alle comunità cibo fresco e sano e formano una rete di giovani consapevoli del valore della propria terra e della propria cultura, protagonisti del cambiamento e del futuro di questo continente.

TRAGUARDI

Ad oggi Slow Food ha realizzato quasi 3000 orti nei villaggi e nelle scuole di oltre 30 paesi africani e sta lavorando per avviarne molti altri. I Paesi con il numero maggiore di orti sono: Kenya, Uganda, Etiopia, Costa d’Avorio, Ruanda, Malawi, Madagascar e Somalia.

Gli orti Slow Food forniscono cibo sano e fresco alle comunità e alle mense scolastiche, migliorando la dieta quotidiana di adulti e bambini, ma sono anche uno strumento importante per salvare la biodiversità locale, preservare la fertilità del suolo, gestire in modo oculato l’acqua.

GLI ORTI DI SLOW FOOD SONO BUONI, PULITI E GIUSTI.

Ma cosa significa?

1. Sono realizzati da una comunità - mettono insieme il sapere degli anziani, la conoscenza delle donne, l’energia e la creatività dei giovani, le competenze dei tecnici (agronomi, veterinari) e degli insegnanti, la creatività dei cuochi.

2. Si basano sull' osservazione sono progettati in base alle caratteristiche del territorio, del terreno e alle varietà locali e sono realizzati con materie prime locali (per fare la recinzione, la compostiera, il vivaio).

3. Sono giardini di biodiversità - ospitano la biodiversità locale, che si è adattata meglio al clima e al terreno: varietà nutritive e resistenti, che non hanno bisogno di fertilizzanti chimici e di pesticidi. E poi piante medicinali, erbe aromatiche, e tanta frutta: banani, manghi, papaye...

4. Producono i loro semi - i semi sono selezionati e moltiplicati dalle comunità. Così, di anno in anno, le piante sono più forti e adatte al terreno su cui crescono e non occorre spendere denaro per acquistare le bustine di sementi.

5. Sono coltivati con metodi sostenibili – adottano pratiche agroecologiche come la consociazione, le rotazioni, il sovescio; per combattere insetti nocivi o malattie usano molti rimedi naturali, a base di erbe, fiori, cenere.

6. Preservano l’ acqua – le varietà coltivate sono scelte anche in base alla loro resistenza alla siccità, l’irrigazione è gestita in modo oculato, con sistemi che evitano sprechi, l’acqua piovana è raccolta grazie all’uso di grondaie e serbatoi, si usano tecniche agroecologiche che mantengono l’umidità del terreno.

7. Sono aule all'aria aperta - permettono di far conoscere ad adulti e bambini le varietà vegetali autoctone, promuovono una dieta sana e varia, insegnano a evitare le sostanze chimiche.

8. Sono utili, ma anche divertenti - sono uno strumento semplice ed economico per avere a disposizione cibo sano e nutriente. Anche nei villaggi più remoti e nelle scuole più povere, gli orti Slow Food sono al contempo luoghi di giochi, feste e divertimento.

9. Sono in rete - gli orti vicini si scambiano semi. I più lontani si scambiano idee e informazioni. I coordinatori si incontrano, si scrivono, stringono legami di collaborazione e amicizia.

10. Sono una speranza per i giovani - un orto è una goccia nel mare, ma insieme, migliaia di orti possono trasformarsi in un’unica voce contro il land grabbing, gli Ogm e l’agricoltura intensiva, a favore dei saperi tradizionali, della sostenibilità e della sovranità alimentare.


Link del sito: https://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/10000-orti-in-africa/

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Data Importo ricevuto IVA escl.
30/06/2018 53.9376 $ (prossimamente)
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31/08/2018 86.5249 $ (prossimamente)
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